La riserva di Grotticelle

Prima di avventurarsi in autonomia è obbligatorio comunicare l’intenzione di visitare la riserva al reparto biodiversità dell’Arma dei Carabinieri Forestali della provincia di Potenza (numero 0971411064 o mail 042729.001@carabinieri.it o pec fpz42729@pec.carabinieri.it ). All’interno della riserva è importante mantenere il sentiero principale, senza addentrarsi nella boscaglia, e finire l’escursione prima del crepuscolo. Durante il periodo riproduttivo (Da metà marzo a circa la terza settimana di aprile) della bramea non sono consentite visite all’interno della riserva. Buona copertura telefonica (verificare il proprio operatore). Non avventurarsi in solitaria, sempre consigliato almeno in due persone.

DESCRIZIONE PERCORSO: Il percorso si snoda dalla località San Vito e sale, dopo un dislivello di circa 120 m, fino a raggiungere l’altura in cui è possibile osservare i resti del castello di Monticchio e una panchina gigante. Da quest’ultima si gode di una vista che dalla valle fluviale dell’Ofanto spazia sull’alta Irpinia, e su parte della silhouette dell’Appennino Lucano e Campano. Ritornati indietro per la stessa strada  l’escursione si sviluppa all’interno del bosco edificato in prevalenza da querce, e in seconda misura da carpini, cornioli, aceri e frassini. In punti prestabiliti del percorso vi sono dei paletti in legno che descrivono alcuni degli elementi naturali presenti nella riserva, sia animali che vegetali. Lungo tutta la discesa si notano delle aperture nel bosco, chiari segni di antiche carbonaie realizzate in loco e testimonianza di un antico mestiere che offriva un pò di lavoro. Giunti a metà percorso, sul margine del sentiero, vi è una vecchia fornace in muratura in cui gli abitanti del posto cuocevano i mattoni d’ argilla da impiegare poi nell’edilizia. Scendendo ancora si giunge ad un bivio, e procedendo in direzione del rifugio forestale, si giunge nell’area del frassineto. In questa parte della riserva si conserva l’habitat elettivo che consente la sopravvivenza della rara falena bramea. Qui si trova un frassino monumentale di oltre 1 m di diametro e delle piccole grotte, forse un tempo rifugio di banditi, che danno il nome alla riserva.

SCHEDA TECNICA:

  • Lunghezza: 6 km
  • Dislivello positivo circa 120 m dislivello negativo circa 170 m. Dislivello totale circa 300 m
  • Tempo di percorrenza stimato: 3-4 ore (solo andata)
  • Accessibilità: Accessibile a tutti, bambini compresi (in questo caso organizzarsi con due auto da parcheggiare nei due punti estremi del percorso e affrontare l’escursione nella sola direzione in discesa che va dall’ingresso della Riserva verso l’Ofantina).
  • Difficoltà: Escursione di tipo medio-bassa che richiede un minimo di preparazione fisica, soprattutto nella salita al castello.
  • Equipaggiamento: Scarpe da trekking, vestirsi leggeri e a strati (con giacca antivento in inverno), impermeabile, zaino con acqua e snack

Informazioni pratiche:

  • l’ingresso alle riserve è vietato ai veicoli a motore
  • è assolutamente vietato addentrarsi all’interno del bosco
  • è vietato raccogliere o danneggiare qualsiasi elemento naturale, recare disturbo alla fauna selvatica e abbandonare rifiuti
  • l’accesso alle riserve è gratuito.